ChatGPT, zero-click e futuro dei blog turistici

L'AI porta i turisti direttamente ai fornitori di servizi. Per i blog indipendenti la sfida è offrire informazioni che aiutino davvero a scegliere

ChatGPT, zero-click e futuro dei blog turistici

L'intelligenza artificiale sta modificando non soltanto il modo in cui cerchiamo informazioni, ma anche il percorso che seguiamo per raggiungere i siti web. Un cambiamento che potrebbe avere conseguenze importanti per i blog turistici e, più in generale, per gli editori indipendenti.

Il fenomeno è apparentemente contraddittorio: gli assistenti AI possono ridurre il numero di persone che visitano i siti web e, contemporaneamente, favorire i collegamenti diretti verso le aziende.

Da ChatGPT direttamente al sito dell'hotel

Immaginiamo un turista che voglia trascorrere un fine settimana a Monopoli e chieda a ChatGPT:

«Quali sono tre hotel vicino al centro storico di Monopoli?»

ChatGPT potrebbe suggerire tre strutture ricettive, descriverne le caratteristiche e rendere cliccabili direttamente i loro nomi.

Il turista, dopo aver letto la risposta, potrebbe aprire il sito di uno degli hotel per verificare prezzi e disponibilità o effettuare una prenotazione.

In questo percorso manca completamente il passaggio attraverso un blog turistico.

In passato, lo stesso turista avrebbe potuto cercare su Google «dove dormire a Monopoli», leggere un articolo che confrontava le diverse zone della città e, successivamente, visitare il sito di un hotel.

Oggi una parte di quel lavoro informativo può essere svolta direttamente dall'assistente AI.

Lo zero-click non scompare: cambia chi riceve i clic

Il fenomeno dello zero-click si verifica quando un utente ottiene la risposta che cercava senza dover aprire un altro sito.

Gli assistenti AI possono accentuare questo comportamento perché riuniscono informazioni provenienti da fonti diverse in un'unica risposta.

Ma non tutte le domande terminano con una semplice informazione.

Chi chiede quali siano le spiagge più belle di Monopoli potrebbe accontentarsi della risposta di ChatGPT.

Chi cerca un hotel, invece, potrebbe aver bisogno di verificare disponibilità, prezzi e condizioni di prenotazione.

Nel secondo caso, l'assistente può accompagnare l'utente direttamente al sito della struttura.

Il risultato è che le visite ai siti informativi potrebbero diminuire, mentre una quota maggiore dei clic residui potrebbe concentrarsi sui siti che offrono direttamente prodotti o servizi.

Non è necessario che aumenti il numero complessivo dei clic: può cambiare semplicemente la loro destinazione.

Quali conseguenze per i blog turistici?

Consideriamo altri due esempi.

Noleggiare un'auto a Bari. Un turista chiede a Gemini quali compagnie di autonoleggio operano all'aeroporto. L'assistente può confrontare alcune opzioni e indicare direttamente i siti delle società. Il visitatore potrebbe quindi passare alla prenotazione senza leggere un articolo dedicato all'autonoleggio.

Visitare Alberobello con un'escursione organizzata. Un utente chiede a ChatGPT quali tour siano disponibili da Bari. L'assistente potrebbe suggerire operatori turistici e collegamenti diretti ai loro siti, riducendo la necessità di consultare pagine che si limitano a elencare le escursioni.

In entrambi i casi, il rischio per i blog è evidente: essere utilizzati come fonti informative senza diventare necessariamente una destinazione per il lettore.

Questo non significa che i blog turistici siano destinati a scomparire, ma che il loro ruolo potrebbe cambiare.

Un articolo che si limita a elencare hotel, autonoleggi o tour operator rischia di offrire poco più di ciò che l'assistente AI può già sintetizzare.

Un contenuto che confronta esperienze reali, verifica informazioni difficili da reperire, segnala problemi pratici o documenta condizioni specifiche può invece conservare una ragione concreta per essere consultato.

Il problema non è soltanto ottenere visibilità

Per anni, molti editori hanno lavorato per posizionare i propri articoli nei risultati di Google e intercettare utenti interessati a una determinata destinazione.

Con gli assistenti AI emerge un problema diverso: essere presenti nella risposta non garantisce che il lettore visiti il sito da cui provengono le informazioni.

Inoltre, quando l'assistente rende immediatamente raggiungibile il fornitore di un servizio, il blog può perdere anche la funzione di intermediario tra la ricerca iniziale e la decisione d'acquisto.

La questione riguarda quindi non soltanto la SEO, ma il modello stesso di distribuzione del traffico sul web.

Verso un web con meno intermediari?

A mio avviso, stiamo assistendo a una possibile evoluzione: gli assistenti AI diventano il luogo in cui l'utente raccoglie le informazioni, mentre i siti delle aziende diventano la destinazione per completare un'azione.

Per i blog turistici indipendenti questo scenario rappresenta una sfida importante.

Non basta più chiedersi come comparire nelle risposte di ChatGPT o nelle AI Overviews. Bisogna domandarsi perché un turista, dopo aver ricevuto una risposta, dovrebbe ancora aprire un articolo.

La soluzione non può consistere soltanto nell'ottimizzazione di titoli, excerpt e parole chiave.

Occorre offrire informazioni che aggiungano valore alla risposta iniziale: verifiche aggiornate, confronti documentati, esperienze dirette e indicazioni pratiche che aiutino davvero a prendere una decisione.

Che cosa può offrire un blog che il sito di un hotel non offre?

Il futuro dei blog turistici non può essere quello di ripetere informazioni che ChatGPT ha già fornito.

Un hotel può presentare le proprie camere, mostrare fotografie e consentire una prenotazione. Ma difficilmente metterà in evidenza che nella zona parcheggiare è complicato, che alcune strade possono essere rumorose durante la notte o che una sistemazione apparentemente centrale richiede una lunga camminata per raggiungere la spiaggia.

È proprio qui che un blog indipendente può fare la differenza: confrontare alternative, individuare inconvenienti, verificare informazioni e aiutare il turista a evitare scelte sbagliate.

Lo stesso ragionamento vale per altri servizi turistici.

Una società di autonoleggio presenterà le proprie tariffe e le categorie di veicoli disponibili. Un blog può invece confrontare le condizioni di più operatori, spiegare quali costi aggiuntivi controllare e segnalare le difficoltà pratiche nel ritiro o nella riconsegna del veicolo.

Un operatore turistico descriverà le escursioni che vende. Un blog può aiutare a capire se convenga davvero acquistare un tour organizzato oppure raggiungere autonomamente la destinazione, confrontando costi, tempi e libertà di movimento.

Non basta più spiegare dove dormire a Monopoli. Bisogna spiegare perché scegliere una zona anziché un'altra, quali problemi si possono incontrare e quali compromessi comporta ogni scelta.

Naturalmente, queste informazioni devono essere verificate e documentate, non semplicemente ipotizzate.

Questo è il valore che un collegamento diretto al sito di un hotel, di un autonoleggio o di un operatore turistico non può necessariamente sostituire: un'informazione indipendente, concreta e orientata agli interessi del viaggiatore, non a quelli di chi vende il servizio.

×