Dwell Time e Bounce Rate per migliorare il tuo sito

Migliora il tuo sito comprendendo Dwell Time e Bounce Rate.

Dwell Time e Bounce Rate per migliorare il tuo sito

Ciao a tutti! Se state leggendo questo post probabilmente avete un sito, un blog, un’attività online oppure semplicemente volete capire meglio come funziona Google e perché certi siti finiscono sempre in cima alle ricerche.

Oggi parliamo di due concetti importantissimi nel mondo SEO: Dwell Time (tempo di permanenza) Bounce Rate (frequenza di rimbalzo)

Immaginate il vostro sito come un negozio fisico. Google è il grande cartellone pubblicitario che indica ai passanti dove siete. I clienti che entrano sono gli utenti che cliccano sul vostro link nei risultati di ricerca.

- Se entrano, guardano per 5 secondi e scappano → Google pensa: «Questo negozio non piace, non lo consiglio più» - Se entrano, girano, guardano i prodotti, magari comprano qualcosa → Google pensa: «Ottimo posto, mandiamocene altri!»

Ecco, dwell time e bounce rate misurano proprio questo comportamento.

1. Cos’è il Dwell Time (tempo di permanenza)

Il Dwell Time è il tempo che passa tra questi due momenti:

1. L’utente vede il vostro risultato su Google e ci clicca 2. L’utente torna indietro alla pagina dei risultati di Google (la SERP)

In pratica Google si chiede:

«Dopo che ti ho mandato questo utente, quanto tempo è rimasto da te prima di tornare a guardare gli altri risultati?»

Esempi concreti

- Cerca “ricetta carbonara facile” - Clicca sul tuo sito - Legge la ricetta, guarda le foto, copia gli ingredienti, resta 4 minuti → Dwell time alto → Google è contento: «Questo sito ha soddisfatto l’utente»

- Clicca sul tuo sito - Vede che la pagina è piena di pubblicità, carica lentissima oppure non c’è la ricetta - Torna indietro dopo 8 secondi → Dwell time basso → Google pensa: «Forse ho mandato la persona nel posto sbagliato»

Questo comportamento si chiama pogo-sticking (rimbalzare da un risultato all’altro come un bastoncino di pongo) ed è uno dei segnali più negativi per Google negli ultimi anni.

Regola generale 2025-2026 - < 15-20 secondi → quasi sempre male - 1-2 minuti → discreto - 2-4 minuti → molto buono per la maggior parte dei contenuti informativi - > 5-6 minuti → eccellente (articoli lunghi, guide approfondite, video, tool interattivi...)

Google non comunica ufficialmente che il dwell time sia un fattore di ranking, ma le correlazioni statistiche sono fortissime: siti con dwell time medio-alto tendono a salire nelle posizioni.

2. Cos’è il Bounce Rate (frequenza di rimbalzo)

Il Bounce Rate è la percentuale di persone che arrivano su una pagina del vostro sito e poi se ne vanno senza visitare altre pagine e senza fare azioni significative (cliccare pulsanti, compilare form, scorrere molto, ecc.).

In parole semplici:

«Quante persone entrano, guardano una sola pagina e scappano?»

Esempio: se su 100 visitatori, 70 vedono solo la pagina di arrivo e poi escono → bounce rate 70%.

Attenzione importante: Un bounce rate alto NON è sempre negativo! Dipende dal tipo di pagina.

Casi in cui bounce rate alto è normale (anzi ottimo)

- Pagina con numero di telefono o indirizzo → l’utente trova il numero, chiama e se ne va felice (bounce 90-100% → perfetto!) - Landing page con un’offerta chiara e veloce - Articolo che risponde esattamente alla domanda in 30 secondi

Casi in cui bounce rate alto è brutto

- L’utente arriva, vede che non c’entra niente e scappa subito - Titolo ingannevole (clickbait) - Pagina lentissima o brutta da mobile

Differenze principali tra Dwell Time e Bounce Rate

Il dwell time e il bounce rate si assomigliano, ma guardano cose diverse. Il dwell time considera solo il traffico che arriva dalla ricerca Google e misura quanto tempo l’utente resta sulla pagina prima di tornare ai risultati di ricerca: più tempo resta, meglio è (quasi sempre). Il bounce rate invece guarda tutto il traffico (social, email, annunci, accessi diretti...) e conta quante persone lasciano il sito dopo aver visto una sola pagina, indipendentemente dal fatto che tornino su Google oppure no.

Un altro punto importante: per il dwell time l’“uscita” significa tornare alla pagina dei risultati di Google, mentre per il bounce rate significa semplicemente abbandonare il sito in qualsiasi modo (chiudere la scheda, andare su un altro sito, ecc.). Per questo un dwell time alto è quasi sempre un ottimo segnale, mentre un bounce rate alto può essere positivo o negativo a seconda del contesto: se l’utente trova subito il numero di telefono e chiama, il bounce rate sarà altissimo ma il comportamento è ottimo; se invece scappa perché la pagina non c’entra nulla, è un problema.

Situazione: Utente clicca dal risultato Google → arriva sulla tua pagina → invece di tornare indietro, clicca su un link interno e va su un’altra pagina del tuo stesso sito.

Cosa succede

Dwell Time → Ottimo segnale L’utente non torna alla SERP. Significa che ha trovato valore, ha continuato a navigare, non ha avuto bisogno di cercare altrove. Google lo interpreta come un long click molto positivo → aiuta tantissimo il posizionamento.

Bounce Rate → Migliora tantissimo La sessione diventa multi-pagina → non è più un rimbalzo. In Google Analytics questa visita verrà contata come “non-bounce” → abbassa la percentuale media del sito.

In sintesi Quando l’utente naviga su più pagine del tuo sito dopo essere arrivato dalla ricerca: - Dwell Time → considerato alto/positivo (nessun ritorno rapido alla SERP) - Bounce Rate → basso (sessione multi-pagina) - Google → felicissimo

Ecco il concetto espresso in modo lineare, chiaro e “manuale-ready”, con l’indicazione precisa di dove trovare le metriche.

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Il dwell time  Google lo misura internamente, ma non lo rende disponibile in modo diretto nei suoi strumenti. Per questo motivo è necessario ricorrere a indicatori indiretti.

Il più affidabile è l’Average Engagement Time in Google Analytics 4. Questa metrica misura il tempo in cui l’utente è effettivamente coinvolto nella pagina: scroll, click, interazioni e permanenza attiva sul tab. Non si tratta quindi di semplice “tempo sulla pagina”, ma di coinvolgimento reale.

In GA4 la metrica si trova seguendo questo percorso: Reports → Engagement → Pages and screens. All’interno della tabella è presente la colonna “Average engagement time”, visibile per ogni singola pagina o confrontabile tra più URL.

Se una pagina mostra un tempo medio di coinvolgimento superiore a 90–120 secondi, è molto improbabile che l’utente torni subito su Google dopo il clic. Questo indica che il contenuto risponde correttamente all’intento di ricerca e che, di conseguenza, il dwell time è buono.

In sintesi, anche se il dwell time non è misurabile direttamente, l’Average Engagement Time in GA4 rappresenta il proxy più solido per valutare se gli utenti restano, leggono e interagiscono davvero con i contenuti.

L’obiettivo oggi (2026) non è inseguire un numero magico di bounce rate, ma creare contenuti che:

- corrispondano esattamente a ciò che l’utente vuole - rispondano subito alla domanda - tengano la persona interessata il più a lungo possibile (in modo naturale)

Se riuscite a fare questo, dwell time alto e bounce rate “sano” arriveranno da soli.

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