L'IA e il futuro della medicina

L'editoriale di Lakshmi Krishnan esplora come l'IA, superando i medici nella diagnosi, sollevi interrogativi sulla pratica medica. L'IA non dovrebbe sostituire i medici, ma aiutare a riflettere sul loro pensiero e sul contesto delle diagnosi.

L'IA e il futuro della medicina

Lakshmi Krishnan, medico e ricercatore, ha recentemente discusso dell'impatto dell'intelligenza artificiale (IA) sulla pratica medica in un editoriale pubblicato sulla rivista Stat. Un recente studio ha rivelato che ChatGpt-4 ha ottenuto un punteggio di ragionamento diagnostico del 90%, superando il 76% dei medici, anche quando questi ultimi utilizzavano il chatbot per aiutarli. Questo risultato pone interrogativi critici sulla natura del pensiero medico e sul potenziale che l'IA possa sostituire i medici. Krishnan sottolinea che l'adozione di nuove tecnologie ha storicamente suscitato preoccupazioni simili. Tecnologie come lo stetoscopio e i raggi X inizialmente furono viste come minacce al rapporto medico-paziente, mentre la cartella clinica elettronica, introdotta per migliorare l'efficienza, ha portato a nuove complicazioni. Ogni innovazione, tuttavia, ha trovato il suo posto come strumento utile nel sistema medico piuttosto che come sostituto dei professionisti. La diagnosi, una pratica antica, è diventata cruciale con lo sviluppo dell’anatomia patologica. I medici sono spesso considerati detective che raccolgono indizi per formulare una diagnosi, ma questa visione è limitata. La diagnosi coinvolge non solo l'identificazione di schemi ma anche l'interpretazione di prove e racconti, tenendo conto dell'esperienza e del contesto del paziente. L'IA può riconoscere schemi, ma non può valutare il significato dell'esperienza vissuta. Inoltre, le disuguaglianze diagnostiche rivelano che gli errori non derivano solo da mancanza di conoscenza, ma anche da problemi sistemici e di accesso. Gli algoritmi di IA possono addirittura amplificare le disuguaglianze esistenti nel sistema sanitario. L'IA non sostituisce il ragionamento medico ma lo integra offrendo nuovi spunti di riflessione. ChatGpt ha avuto successo non imitano i medici, ma utilizzando il riconoscimento di schemi per applicare la conoscenza medica. La capacità dell'IA di spiegare il proprio ragionamento può stimolare e migliorare il pensiero medico. Tuttavia, molti medici utilizzano l'IA in modo limitato, senza sfruttare appieno le sue potenzialità analitiche. È essenziale che la formazione medica si evolva, ponendo meno attenzione sulla mera acquisizione di conoscenze biomediche e più sullo sviluppo della capacità di interpretare contesti e narrazioni. I medici devono diventare lettori attenti di letteratura scientifica e storie umane, capaci di articolare il proprio ragionamento e di interpretare il contesto biologico, sociale e culturale. L'IA dovrebbe quindi essere vista come un alleato per i medici, aiutandoli a riflettere sul loro approccio e sulle disuguaglianze nel sistema sanitario. L'obiettivo è integrare l'IA in modo efficace nella professione medica.