EXIF, IPTC e XMP: cosa sono e dove si nascondono nelle foto
I metadati sono dati nascosti nelle foto. Scopri cosa sono EXIF, IPTC e XMP, a cosa servono e perché conviene saperlo
Ogni foto che scatti porta con sé più informazioni di quante ne vedi. Sono i metadati: dati nascosti dentro lo stesso file dell'immagine.
Esistono per un motivo pratico. Servono a ordinare le foto, a ritrovarle e a riconoscerne l'autore. Alcuni li scrive la fotocamera, altri le persone. Si chiamano EXIF, IPTC e XMP.
Per la SEO non hanno tutti lo stesso peso. Google ignora l'EXIF. Può invece leggere alcuni campi di IPTC e XMP, come l'autore e il copyright.
Per questo conviene sapere dove si trova ogni dato. Perché togliere i metadati lo abbiamo già spiegato in EXIF nelle foto.
Qui vediamo dove stanno e quali contano per Google Immagini.
Dove si nascondono EXIF, IPTC e XMP dentro una foto
Immagina una scatola con più scomparti. La scatola è il file della foto. In uno scomparto ci sono i pixel, cioè l'immagine che vedi. Negli altri ci sono i metadati. Per questo, nella cartella, vedi sempre un solo file. Quando lo copi o lo invii, i metadati viaggiano insieme a lui.
Il primo scomparto è l'EXIF. Lo scrive la fotocamera da sola, nel momento dello scatto. Contiene dati tecnici: il modello del telefono, la data e l'ora, le impostazioni e spesso le coordinate GPS. Dice come è stata scattata la foto.
Il secondo scomparto è l'IPTC. È uno standard nato per i giornali e le agenzie fotografiche. A scrivere questi dati sono le persone, di solito dopo lo scatto. Ci sono il titolo, la didascalia, le parole chiave, il nome dell'autore e il copyright. Dice chi firma la foto e che cosa mostra.
Il terzo scomparto è l'XMP. È un formato creato da Adobe. Funziona come un contenitore flessibile, che può ospitare quasi qualsiasi informazione. Oggi i campi IPTC si salvano proprio dentro l'XMP. Può contenere anche la cronologia delle modifiche fatte con Photoshop o Lightroom.
Alcune informazioni compaiono in più scomparti. Capita, per esempio, con l'autore, il copyright e la data.